Ormai l’ho capito. TXN è il mio diario pubblico. Raccoglie le idee che ho in testa, che arrivano quando arrivano e dunque senza periodicità. Ho imparato a sfruttare quei pochi minuti di bicicletta che separano casa dalla palestra per riflettere. Forse sarà il vento che soffia spesso. E quando non sono al cellulare, dando l’impressione all’interlocutore di essere in quel di Trieste, mi connetto con me stesso ed elaboro. Poi, se elaboro molto, scrivo. Scrivo quello che ho dentro. Non mi limito, come purtroppo fa qualcuno di mia conoscenza, a raccontare aneddoti marcati, utilizzando quattro parole del vocabolario inglese o francese farcite di un pessimo italiano. Mi limito a scrivere.
Caro TXN è da qualche settimana che non passo di qui. Ho anche promesso di donarti un nuovo look… prometto che lo farò presto. Sono state settimane intense su più fronti. Ed è questa intensità che mi porta a riflettere. Rifletto sulle diversità della gente. Mi son reso conto di essere circondato da amici veri. Di quelli che si trovano difficilmente nella vita. Di quelli che “se non aiutano gli amici chi altro dovrebbero aiutare”. Ma son affiancato anche da persone alle quali cerchi di dare e dalle quali ti senti accusare di opportunismo. Fa male sentirselo dire, soprattutto se di base c’è tutto, tanto, forse troppo, fuorché il volersi approfittare di qualcuno.
Son settimane intense, dicevo, perché ci son periodi della vita durante i quali si voglio raggiungere risultati concreti. Per chi? Per noi stessi o per gli altri? Per entrambi, credo. L’importante è puntare al meglio, facendo il meglio e, se necessario, chiedendo aiuto a chi aiuto può dare. L’errore più grosso è quello di sperare di avere aiuto da chi aiuto non può dare. Ci rimani male, resti deluso e fai la parte dell’approfittatore.
Caro TXN, questo non è uno sfogo di una giornata andata storta. Anzi. La giornata è andata benissimo. Ti uso, mi raccomando non averne a male, per fare il punto sui ragionamenti serali. E ti ringrazio! Vedrai, sarai ricompensato. A presto.
Ott 06
7 Ottobre 2008 alle ore 22:57
Mio padre mi ha insegnato che un modo per valutare un uomo è quello di conoscere gli amici che lo circondano.
A mio padre, che continua a vivere nel mio cuore, sarebbero piaciuti i miei amici..